Si definisce "attacco sul movimento" quel taglio che consente di dividere in due un movimento preciso che, quindi, comincia in una inquadratura e si conclude in quella successiva. Questo genere di soluzione per giuntare inquadrature contigue e' stato ampliamente studiato ed e' uno degli elementi sostanziali della grammatica del linguaggio audiovisivo sin dagli albori del cinema. Conferisce naturalezza e ritmo consentendo di mascherare l'effetto di discontinuita' anche nelle situazioni piu' disparate.
Anche a Milano il babau impazza. La citta' e' sempre piu' terreno di scontro, dai muri che si dipingono di notte e al mattino tornano bianchi (o marroni per il pessimo gusto dell'amministrazione comunale, o neri per l'indifferenza dello smog), fino alla definizione di un "presunto decoro", nella zona dei localini o per qualsiasi traffico dal centro commerciale al vialone. Non c'e' piu' troppo spazio per una socialita' dirompente, non monetizzata, ludica e gioiosa, se non in forma del tutto episodica e temporanea. Puoi trovarti ammanettato anche solo per un divieto di sosta. Una citta' cosi' e' il sonno della ragione che genera mostri.
Hai paura? Qualcuno ha pensato che questa dimensione e' un gatto che si morde la coda. Perche' allora non lasciarlo scorazzare sui tetti? Far fluire anche la paura per stanarla, tracciarne percorsi e radici. Condividere i timori e le frustrazioni puo' forse aiutare a sgominarle.
Un altro anno che riparte con l'hackmeeting, incontrando pochi ma buoni frequentatori, pronti a mettere sul tavolo la loro voglia di giocare e mettersi in gioco, confabulare in autismo o in batteria.
E' sembrata un'annata in sordina, che rispecchia un po' il vuoto che man mano risucchia sempre piu' aspetti della socialita' e dei progetti che hanno costruito l'hackmeeting, ma in realta' e' stato un momento raccolto in cui ci si e' ancora guardati in faccia e ci si e' riconosciuti, nelle diversita'. Si prospettano per l'inverno un paio di progetti caldi, lo sviluppo di Fluido per freebox, moooolto interessante, erano anni che diverse persone avevano in testa questa cosa qui e adesso c'e'! POi c'e' una campagna globale per risvegliare le teste e le menti abbagliate dal problema sicurezza, freedom not fear, a cui io proporrei di partecipare con il nettarello mediatico, ghgh.
(Ah scusate il nichilismo del video, ma dopo recenti fattacci, non riesco ad avere alcun rispetto nei confronti dei giornalisti, sempre fuori contesto, sempre sballottati, anche loro malgrado alle volte. Niente di personale, ma vi odio)
A volte la delicatezza emerge anche quando non ce la sentiamo
dentro.
Non e' facile salutarti, dopo aver condiviso con te Serpica,
l'attivismo, la produzione dei sogni e i pruriti che spesso ci sono
quando ci spuntano le ali. Polvere di stelle che ti resta addosso,
sbarluccica e te la trovi anche nei capelli, sul cuore.
Continueremo
a portare in giro la tua contagiosa follia.
Quando l'altro giorno ammazzavano a sprangate un ragazzo dietro casa mia stavo giusto montando uno showreel per il mio amico Darius James estrapolando alcune immagini del documentario Black Germany, di Olivier Hardt, realizzato nel 2005.
Val la pena di essere visto, non tanto per lo showreel in sè ma per quello che Darius dice, alla luce della sua ricerca come scrittore e artista, che indaga gli stereotipi striscianti nella cultura pop, trasformandoli in una forma resistenza, di empowerment. (Continua)
In visita alla settima edizione di Manifesta, fra i laghi e i vini del trentino mi sono imbattuta in alcune piacevoli sorprese. Non nascondo che il bieco motivo per cui ho pensato bene di spostarmi in la' e' stato il semplice pretesto di rivedere gli amichetti di Pyrat Byran, che baldanzosi si sono spinti dalla Svezia al sud Tirolo con una corriera a dir poco improbabile e che via via, nel viaggio si e' riempita di inutili gadgets, dal poggia gomito per l'autista, al presepe adorna cruscotto.
Ad ogni modo fra le chicche e' da annoverare di certo la presenza della nota Etoy corporation, con il suo ultimo progetto Mission eternity, di cui mi riservo di scrivere diffusamente dopo le vacanze, ma soprattutto il lavoro che ho trovato piu' stimolante, quello di Matthew Fuller. A dire il vero la sua opera penso potesse tranquillamente passare inosservata, si trattava di un fazzoleto di terra molto discreto che mal sopportava i tintinnii dei calici e il trionfo dei sandaletti tipici degli opening delle mostre. (Continua)
Serpica Naro al rebel8 oggi ha proposto un piccolo workshop di autocostruzione di fiche all'occhiello. Con l'aiuto di Gunn e Veruska diverse signorine hanno costruito la propria patatina senza dimenticare di fare la clitoride :) Fichette di tutti i tipi, da quella verde aliena a quella pelosona, protagoniste contro medici obiettori, cattolici repressi, ignoranti macisti, il tutto in salsa piccante fra risate e condivisione del semplice saper fare. Qui alcune delle foto della giornata.
Guarda tutte le foto dalla demo milanese del primo maggio. In piu' linko una riflessione interessante postata da querty sulle nuove forme di organizzazione dei lavoratori nella produzione in rete. Si tratta di un'intervista a Ned Rossiter, in occasione della prossima uscita del suo nuovo libro per Manifesto libri. (Continua)
A qualche giorno dalla manifestazione NO VAT di sabato 9 febbraio a Roma, lanciata al grido di autodeterminazione, laicita' ed antifascismo, termini e partiche che contrastano con la cronaca dei nostri giorni come dimostra la misera vicenda per cui alcuni medici romani qualche giorno fa hanno pensato bene di esercitare una vaga idea di obiezione di coscienza rifiutandosi di prescrivere la pillola del giorno dopo ad una donna che ne faceva richiesta, colgo l'occasione di segnalare la pubblicazione del trailer di un documentario che presto uscira' nelle sale e per cui ho avuto l'onore di lavorare (un breve contributo come assistente al montaggio).
Mentre in parlamento si consumava il teatrino ignobile della politica istituzionale italiana, il pm Fiordalisi condannava ben 13 persone collegate alla rete del sud ribelle a 50 anni di carcere per associazione sovversiva. E' il terzo capitolo, dove altrove si accusa di devastazione e saccheggio o di concorso morale. Ma la storia non si processa e lo scorso 17 novembre 80.000 persone sono scese in piazza per raccontare la loro storia, le fiabe da poter raccontare, i propri sogni e le proprie aspettative, di partecipazione e capacita' di determinare, la storia.
Ai pm Canepa e Canciani, Fiordalisi e Basilone vorrei chiedere quale storia si aspettano di costruire con il loro gesti, i loro atti giudiziosi, con le loro prese di posizione.
Su ngvision e' appena stato pubblicato un video che racconta della giornata del 17 e che rimanda all'appuntamento in piazza per il 2 Febbraio a Cosenza.
a qualche giorno dalla conclusione della conferenza berlinese, concludo il mio report. In questa foto e' racchiusa l'essenza dell'ultima giornata, sul programma era schedulato un "workgroup". Ma gia' dalle scale l'odore del baccala' faceva presagire altro. E' sempre emozionante scoprire il lato edonistico dell'attivismo, in questo caso sintetizzato in un convivio illuminato da un faro a 1000 watt. (Continua)
humm, oggi davvero la discussione non mi e´ sembrata molto interessante, la conferenza e´ stata un po´piu´ imbalsamata, forse dalla stanchezza e dall´alcol che circola. Ma la gente e´ molto interessante, anche la super vetero marxista che ha proposto l´azzeramento totale della pubblicita´ come unica via d´uscita alle imposizioni proposte dai media mainstream.
Fra i miei appunti campeggia un elenco puntato di mie considerazioni sulla pirateria :
hacking
production of data and metadata
community owned information
distribution
In effetti e´ abbastanza banale ora che lo vedo riprodotto su una pagina digitale (nonostante i pois!), ma in realta´ pieno di riferimenti e discussioni fatte a margine dei panel.