E dopo il cellulare, mi hanno rubato anche la bici, DIOCANE.
Ieri finalmente ero riuscita a passare in ciclofficina e ad impormi al lassismo cicloide che prevede che generalmente basti ingrassare qua e la una volta ogni tot per evitare i problemi. Ho passato tutta la giornata a smontare il blocco centrale della mia bianchina, speravo di smontare anche il carter, ma non c'e' stato verso.
Oggi con orgoglio ci siamo dirette verso il giardino scaldasole io e la mia bici (siamo indicativamente coetanee) che mi ha regalato la sua ultima falcata felpata. Qualche bastardo ha pensato bene di fottermela mentre noi si sradicava l'ambrosia. Ho provato a fare un giro nei vari parchetti della morte, li' intorno, ma ovviamente hanno tutti provato a vendermi le loro prede.
I look away
from what has been transplanted,
removed and replaced: the sidelong glance
of the rocks, piercing and upsetting
as if the unpolished stones
had been violated, and thrown
by demons into the fire
of all that had been uprooted in its time.
Molti sono alla ricerca di un nuovo paradigma economico e sociale che
prenda il sopravvento nel 21mo secolo. Michel Bauwens lo ha individuato
nel peer to peer. E non parliamo solo di sistemi per scambiarsi file su
internet, ma di un modo di produzione non gerarchico, decentrato e tra
pari che esca da internet e contamini tutta la società. Bauwens, che
insegna alla Dhurakij Pundit University di Bangkok, con la P2P Foundation si occupa di raccogliere e sistematizzare tutte le esperienze di cooperazione libera, tra pari, dal basso, open source. E' l'evangelista del peer to peer.
Cosa intendi per P2P?
Tutti ormai usano programmi di file sharing peer to peer per scaricare
video o musica. Ma l'uso che faccio io del termine è piu ampio e più
profondo. (Continua)
E' il momento del coming out: dopo 2 mesi di lavoro sul campo il playground si propone al quartiere e a tutti quelli che vogliono tessere le proprie radici in un network di custodi delle bellezze selvatiche della citta'. A partire dalle 12 di domani, domenica 17 maggio ci ritroviamo sull'erba (fra via torricelli e via conchetta), con un piccolo mercatino bio, origami cantastorie, musica fotovoltaica, scambio di piante semi e saperi sulla coltivazione urbana e pierirbana, mentre bera white, Marvin crushler, never 2501, ozmo, e disegni pazzi decorano le mura dell'orto.
Cox 18 offrira' il pranzo al quartiere per ringraziarlo della solidarieta' mostrata durante lo sgombero.
La produzione sociale che sta dietro al progetto dell'orto e' molto vicina a quella peer to peer, da pari a pari, di cui parla Michel Bauwens nella bella intervista uscita proprio oggi per chip&salsa a cura di Qwerty
Mi informa Alberto D'ottavi che anche la BBC su ispirazione di Al Jazeera ha deciso di rilasciare sotto creative commons (licenza by), gli episodi e i footage del programma R&DTV, una trasmissione pilota che si occupa di tecnologia.
Per il primo episodio hanno intervistato la giovane crew di Digg, un classicone come Nicholas Negroponte oltre a Graham Thomas, Ant Miller and George Auckland, ovvero i super espertoni che hanno curato questo p-rogetto pilota perBBC e RAD.
Non ho ancora scaricato i video, sempre da un server ftp (!), ma sono rese disponibili 2 versioni: il montato di 5 minuti della trasmissione e un rough cut con piu' materiale dalle interviste di circa 30 minuti, in vari formati: flv, quicktime (che viene spacciato per un file che non richiede software aggiuntivo) e un ogg theora, bel colpo!
I loro canali di distribuzione saranno oltre che il sito ed il blog anche youtube e blip.tv ma hanno gia' in mente di appoggiarsi anche al server di archive.org in attesa di riuscire a far funzionare la fantascienza: il dorato mondo di p2p next... Non ne so molto, ma ad occhio e croce, mi cadono proprio i presupposti di base che mi fanno valutare positivamente il p2p, in primis la cooperazione dal basso.
Chiaramente le cose si stanno spostando in una direzione molto "corporate", e cc con la sua licenza by sta sempre piu' diventando la bacchetta magica dell'innovazione.
Cosa direbbe Bauwens di questo? Glie lo chiedero'.
Posto qui il link alla registrazione integrale della conferenza che si e' tenuta ieri a Scienze Politiche.
Il file e' un mp3 po' pesantino, 62 Mb circa, quindi ne consiglio il download prima dell'ascolto. Chi vuole fare la sbobbinatura? Si tratta di p2p production, su! :)
Nell'ambito del seminario organizzato da Adam Arvidsson sulle creative industries e le loro economie piu' o meno sommerse, interviene oggi in statale Michel Bauwens, della p2pfoundation, per fare il punto sulle nuove forme economiche di produzione p2p distribuita. Il blog della p2p foundation in questo senso e' un interessante aggregatore di tutte le forme di produzione ed economie alternative che si fondano su stistemi partecipati fra pari.
E' davvero arrivato il momento di darsi al giardinaggio, lo vuole la luna e la stagione, ma era anche da piu' di un anno che si cercava uno spazio urbano per poter dare sfogo alla psicopatologia da metropoli precaria: una sana e terapeutica attivita' fisica, che ti consente di mettere le mani nella terra. Milano sul serio non offre spazi e c'e' chi preso dalla impellente necessita', aveva proposto di picconare i marciapiedi. Finche' non mi sono imbattuta nel playground. Ci passo davanti tutti i giorni, eppure non ci avevo mai fatto caso, e' il tipico effetto dell'incarognimento, che ti fa puntare lo sguardo solo sulla punta delle tue scarpe per evitare gli sguardi e le merde che costellano la citta'.
(Continua)
Non avevo ancora scritto nulla dall'inizio di quella che con terribile
cinismo e' stata nominata "Operazione piombo fuso". Un conflitto che mi
lascia afona e con i brividi sulla pelle, ogni volta che leggo un aggiornamento. Per fortuna a livello globale c'e' stata una mobilitazione di massa e oggi a Roma ci sara' una manifestazione nazionale con una quantita' impressionante di pullman carichi di punkislam (:
Giorno dopo giorno, si sono susseguite azioni e manifestazioni pro Gaza
e anche a Milano vedere il centro della citta' bloccato da un corteo
numerosissimo con le scarpe portate in alto come trofeo e' stato
meraviglioso, proprio nel primo giorno dei saldi. Ma come al solito
tutto questo viene valorizzato sempre poco e una grossa responsabilita'
va attribuita a quei maledetti giornaioli che hanno avuto soltanto la
pedanteria di citare il numero esatto delle bandiere bruciate, accanto
alle dichiarazioni allucinanti di prosperini&friends: un esempio
classico, direi, di gestione del flusso informativo che punta soltanto
al sensazionalismo e alla costruzione dell'odio sociale (prima o poi
capiranno di aver perso completamente la propria credibilita').
E' di 2 giorni fa invece una notizia che mostra un approccio completamente diverso, viene da Al Jaseera
ed e' una riflessione sulle nuove strategie informative molto profonda e innovativa, specie si legge la cosa in relazione ad una congiuntura di guerra. (Continua)
Si definisce "attacco sul movimento" quel taglio che consente di dividere in due un movimento preciso che, quindi, comincia in una inquadratura e si conclude in quella successiva. Questo genere di soluzione per giuntare inquadrature contigue e' stato ampliamente studiato ed e' uno degli elementi sostanziali della grammatica del linguaggio audiovisivo sin dagli albori del cinema. Conferisce naturalezza e ritmo consentendo di mascherare l'effetto di discontinuita' anche nelle situazioni piu' disparate.
Anche a Milano il babau impazza. La citta' e' sempre piu' terreno di scontro, dai muri che si dipingono di notte e al mattino tornano bianchi (o marroni per il pessimo gusto dell'amministrazione comunale, o neri per l'indifferenza dello smog), fino alla definizione di un "presunto decoro", nella zona dei localini o per qualsiasi traffico dal centro commerciale al vialone. Non c'e' piu' troppo spazio per una socialita' dirompente, non monetizzata, ludica e gioiosa, se non in forma del tutto episodica e temporanea. Puoi trovarti ammanettato anche solo per un divieto di sosta. Una citta' cosi' e' il sonno della ragione che genera mostri.
Hai paura? Qualcuno ha pensato che questa dimensione e' un gatto che si morde la coda. Perche' allora non lasciarlo scorazzare sui tetti? Far fluire anche la paura per stanarla, tracciarne percorsi e radici. Condividere i timori e le frustrazioni puo' forse aiutare a sgominarle.